Colore, luce e materia: il gres porcellanato come linguaggio progettuale contemporaneo

Ceramiche Caesar porta in Sicilia un dialogo tra innovazione tecnologica e identità degli spazi

Si è concluso con grande partecipazione il doppio appuntamento siciliano promosso da Ceramiche Caesar, con il supporto organizzativo di UsUp, dedicato al tema Dialogo tra colori, luci e forme – Trasformare Spazi in Esperienze. Due tappe che hanno attraversato l’isola da un capo all’altro – il 4 novembre a Palazzo Biscari a Catania e il 6 novembre all’Orto Botanico di Palermo – coinvolgendo oltre 150 professionisti della progettazione in una riflessione approfondita sul ruolo del materiale ceramico nell’architettura contemporanea.

Un format che ha saputo intrecciare teoria e pratica, ospitando testimonianze di architetti di fama internazionale che hanno dialogato, insieme all’azienda, su come il gres porcellanato possa diventare strumento espressivo capace di coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità. Al centro del dibattito, la consapevolezza che il colore non sia un elemento decorativo aggiunto, ma parte integrante di un sistema progettuale in cui luce, forma e materia dialogano per definire l’identità degli spazi

La memoria culturale come punto di partenza

Ad aprire entrambe le giornate è stata Chiara Tonelli, Professoressa ordinaria dell’Università Roma Tre e moderatrice degli incontri, che ha posto una questione fondamentale per i progettisti contemporanei: come rispondere alla necessità di preservare le risorse naturali senza rinunciare alla bellezza stratificata della nostra tradizione costruttiva.

“Tutti i marmi che rivestivano le nostre chiese, i nostri palazzi sono materiali che non si possono più trovare non tanto per un fatto di denaro, ma quanto per un fatto di rispetto di quelle cave che li hanno prodotti in migliaia di anni”, ha spiegato Tonelli. “Il gres, facendo delle riproduzioni stampate in maniera perfetta sui suoi materiali, ci consente di poter rimettere la bellezza della storia, dei marmi italiani, dei leonici, degli alabastri senza andare a depauperare le cave. Questo non è altro che sostenibilità.”

Un concetto che trova nella tecnologia ceramica contemporanea non solo una risposta tecnica, ma anche culturale: la possibilità di restituire ai progetti quella profondità cromatica e materica che caratterizza il patrimonio architettonico italiano, garantendo al contempo durabilità e assenza di manutenzione anche sulle facciate esterne.

Palazzo Biscari e la resistenza culturale dell’architettura

Particolarmente significativa la scelta della location catanese. Marco Giammetta, Co Founder di Giammetta Architects e relatore nella tappa di Catania, ha colto l’occasione per riflettere sul valore simbolico di Palazzo Biscari, capolavoro del barocco siciliano nato dalle macerie del terremoto del 1693.

“Quello che dobbiamo trarre da questo edificio è proprio il concetto di resistenza: la resistenza culturale, la capacità di un popolo di rialzarsi e di rigenerarsi”, ha dichiarato Giammetta. “In questa società contemporanea in cui tutto fugge molto velocemente, la nostra preoccupazione deve essere quella di realizzare un’opera che possa rimanere nel tempo, essere la rappresentazione di una contemporaneità seppur complessa ma che possa rimanere come atto di memoria.”

Nel suo intervento “Architettura e metafora“, Giammetta ha sviluppato una riflessione sul colore come rivelazione della materia stessa, non come codice aggiunto: “Per noi il colore è la materia naturale – pietra, legno, ferro – perché il colore in realtà è un’onda elettromagnetica – una frequenza – e ogni persona risponde ad un colore con uno stato vitale. Inserendo materia naturale nei nostri progetti facciamo in modo che la persona possa interpretare questa materia e ritrovarsi dentro un ambiente naturalistico.”

Dal progetto alla realizzazione: il caso Hilton Rome Eur La Lama

Nella tappa palermitana, Giammarco Marotta di Lorenzo Bellini Atelier ha condiviso l’esperienza del progetto dell’Hilton Rome Eur La Lama, esempio concreto di come la tecnologia ceramica possa ampliare le possibilità espressive del materiale attraverso la facciata ventilata.

“Il tipo di progetto poneva diversi quesiti di non facile risoluzione”, ha spiegato Moreno Cerri, Technical Sales Manager di Ceramiche Caesar. “Il primo era quello di trovare un materiale che potesse, per finitura e grandezza, trovare il giusto connubio con i desiderata dei progettisti. L’altro era quello di far sì che questo prodotto potesse essere fissato a pareti alte più di 60 metri garantendo sicurezza. La facciata ventilata è risultata la soluzione ideale per ancorare le lastre e creare quella perfetta planarità e superfici specchianti che davano tridimensionalità all’ambiente.”

Marotta ha raccontato come le scelte cromatiche del progetto abbiano dialogato con l’austerità dell’architettura di Fuksas: “Ci siamo ispirati all’arte del Novecento italiano, a Donghi, Sironi, De Chirico. Quei colori che abbiamo ritrovato nelle loro opere li abbiamo riportati nei materiali, lavorando molto con il color block. Ad ogni spazio abbiamo dedicato un colore particolare: il ristorante nei toni del verde, le camere dai toni del rosso ai toni del blu.”

Innovazione tecnologica al servizio della progettazione

Massimo Parmigiani, Sales Area Manager di Ceramiche Caesar, ha illustrato come l’azienda dialoghi costantemente con il mondo della progettazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo che rappresentano quasi il doppio della media del settore.

“In termini di sostenibilità siamo in grado di riciclare e riutilizzare il 99,24% di tutto quello che utilizziamo durante la produzione”, ha dichiarato Parmigiani, evidenziando come il mercato siciliano stia vivendo un momento di forte fermento. “La Sicilia negli ultimi anni ha avuto un incremento del turismo davvero rilevante, quindi anche la progettazione di hotel e strutture ricettive sono aumentate notevolmente. La tendenza è quella di valutare prodotti con effetti cemento in abbinamento a effetti marmo, mentre il legno in gres porcellanato resta un elemento ancora decisamente utilizzato.”

La profondità di gamma proposta da Caesar – con formati che vanno dal 120×278 cm fino al 10×60 cm – risponde all’esigenza dei progettisti di articolare progetti complessi mantenendo coerenza materica. Come ha sottolineato Tonelli, “l’innovazione nell’uso dei materiali ceramici ci consente di trasferire all’esterno delle facciate queste lastre che vanno a simulare intonaci colorati, ma con capacità di durabilità e assenza di manutenzione sfidanti rispetto alle tecniche tradizionali.”

Benessere abitativo e architettura biofilica

Entrambe le tappe hanno dedicato ampio spazio al tema del comfort abitativo come equilibrio tra forma, materiali e benessere. Chiara Tonelli ha chiarito che “il benessere dell’utente è il fine primo e ultimo di qualsiasi operazione architettonica. L’architetto ha come finalità quella di far star bene chi utilizzerà quell’edificio. Il tema del benessere – comfort termico, acustico, luminoso – sono al centro del lavoro dell’architettura.”

La scelta delle location, anche in questo caso, è stata tutt’altro che casuale: l’Orto Botanico di Palermo ha offerto lo spunto per riflettere su come l’architettura possa dialogare con la natura non solo rispettandola, ma traendone ispirazione. “La natura è stata sempre anche un’ispirazione decorativa dell’architettura”, ha osservato Tonelli, “dai trompe l’oeil che fanno vedere grandi paesaggi da finestre inesistenti, alle decorazioni delle carte da parati con fogliame, fino agli stucchi che ricordano foglie e fiori. La natura è al centro dell’architettura e l’architettura è al centro della natura.”

Un sistema produttivo orientato alla sostenibilità

Moreno Cerri ha sottolineato come la ceramica abbia sempre avuto una valenza decorativa nella storia, ma oggi il gres porcellanato abbia aggiunto una dimensione tecnologica fondamentale: “Con le nuove tecnologie siamo riusciti a creare lastre di dimensioni sempre più grandi ma sempre più sottili, quindi più performanti, dando possibilità di utilizzarle non solo in pavimenti e rivestimenti, ma in tantissime altre soluzioni.”

Il processo produttivo rispetta criteri rigorosi di sostenibilità: “Dal reperimento delle materie prime alle lavorazioni in fabbrica, vengono rispettati tutti i canoni relativi al riciclo dell’acqua, all’utilizzo dell’energia prodotta attraverso cogeneratori, e l’acquisto di energia non prodotta internamente attraverso fonti rinnovabili. Questo garantisce la possibilità di usare la ceramica per gli attuali e futuri progetti.”

i due appuntamenti siciliani hanno dimostrato come il materiale ceramico possa diventare un vero linguaggio progettuale, capace di restituire memoria e identità agli spazi contemporanei. Un invito a ripensare il ruolo delle superfici non come semplice finitura, ma come elemento generativo del progetto: dove il colore dialoga con la luce, dove la materia racconta la storia senza depauperare le risorse, dove la tecnologia si mette al servizio della bellezza e del benessere. Perché, come è emerso chiaramente dal confronto, costruire oggi significa saper creare opere che resistano al tempo non solo fisicamente, ma anche culturalmente, lasciando traccia di una contemporaneità consapevole e responsabile.

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