Hospitality, investimenti in crescita: l’Italia punta su lusso, riqualificazione e hotel midscale

Presentato a Milano l’Hospitality Forum 2026, promosso da Castello Sgr e Scenari Immobiliari, che fotografa un settore in piena ripresa. In Europa gli investimenti alberghieri hanno raggiunto i 24,4 miliardi di euro, in crescita dell’8%, mentre tra il 2025 e il 2026 sono state concluse oltre 430 operazioni, confermando l’elevata attrattività dell’asset class hospitality.

Nel suo intervento, Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari, ha individuato tre direttrici destinate a guidare l’evoluzione del mercato.

La prima riguarda il contesto economico. «Investire oggi negli alberghi significa credere in un ciclo di mercato favorevole, nella capacità della domanda di continuare a esprimere una buona propensione alla spesa e nella solidità dell’economia reale», ha affermato.

Il secondo elemento è rappresentato dalla crescente attenzione del comparto del lusso verso l’hospitality. «Non si tratta soltanto di un fenomeno turistico, ma di una strategia patrimoniale. L’Italia è il terzo mercato mondiale, dopo Stati Uniti ed Emirati Arabi, per interesse verso questo segmento. È un posizionamento che testimonia una domanda stabile, qualificata e internazionale e che apre importanti prospettive di sviluppo, soprattutto nel comparto delle branded residence, ancora poco diffuso nel nostro Paese.»

Il terzo tema riguarda il segmento midscale, costituito dagli hotel a tre e quattro stelle, considerato oggi il principale potenziale di crescita del mercato italiano. «Gli alberghi a tre stelle rappresentano circa il 45% dei 33 mila hotel presenti in Italia. Non siamo di fronte a un mercato saturo, ma a un patrimonio ampiamente sottocapitalizzato. È proprio qui che si concentra il maggiore potenziale di creazione di valore.»

Secondo Zirnstein, il rafforzamento di questo comparto produrrà benefici non solo economici, ma anche territoriali e sociali. «La riqualificazione del segmento midscale può contribuire a migliorare la qualità dell’offerta ricettiva italiana, favorendo uno sviluppo più equilibrato dei territori e una crescita coerente con gli obiettivi ESG, attraverso un’economia più diffusa e inclusiva.»

Lo scenario delineato da Scenari Immobiliari conferma la solidità del mercato italiano. Il patrimonio alberghiero nazionale ha oggi un valore superiore ai 140 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto al 2024. Una crescita sostenuta dagli investimenti nella riqualificazione degli asset, dal riposizionamento delle strutture e dal miglioramento degli indicatori operativi.

Le prospettive restano particolarmente favorevoli nei principali mercati urbani, come Milano e Bologna, e nelle destinazioni a forte vocazione turistica, tra cui Firenze, Siena e il Chianti, Genova e la Riviera fino a La Spezia, Verona e il Lago di Garda, Napoli e la Costiera Amalfitana, aree che registrano livelli di occupazione ormai stabilmente vicini all’80%. Mercati destinati, secondo Scenari Immobiliari, a continuare ad attrarre investitori istituzionali, operatori alberghieri e fondi di private equity grazie alla capacità di generare valore nel lungo periodo.

Turismo in crescita, l’Italia rafforza la competitività dei brand territoriali

Nel corso dell’Hospitality Forum, Francesca Bianchi, analista di Scenari Immobiliari, ha illustrato l’evoluzione del comparto dell‘hospitality attraverso due chiavi di lettura complementari: l’industria turistica e il patrimonio immobiliare ricettivo.

Nel 2025 il turismo internazionale ha registrato un incremento dell’8%, con circa 140 milioni di arrivi in Italia. L’Europa continua a rappresentare la principale destinazione mondiale, attirando oltre la metà dei viaggiatori internazionali, mentre il nostro Paese conferma la propria capacità di intercettare una domanda sempre più diversificata per età, interessi e motivazioni di viaggio.

A sostenere questa evoluzione contribuisce anche la trasformazione digitale. Le tecnologie e l’intelligenza artificiale non si limitano più a facilitare il confronto tra prezzi e offerte, ma consentono di costruire esperienze di viaggio sempre più personalizzate, modellate sulle preferenze dei singoli visitatori.

Sul fronte dell’offerta ricettiva, il 60% dei turisti continua a scegliere gli alberghi, mentre il restante 40% si orienta verso B&B, agriturismi, case vacanza e altre forme di ospitalità.

Accanto alle destinazioni consolidate – Roma, Milano, Venezia e Firenze – cresce l’interesse verso località leisure e città secondarie con elevato potenziale di sviluppo.

Uno dei cambiamenti più significativi emersi nel periodo successivo alla pandemia riguarda il crescente valore assunto dai brand territoriali. L’ISTAT ha individuato 22 aree italiane caratterizzate da una forte identità paesaggistica, culturale, sportiva ed enogastronomica, riconoscibili sia dal mercato domestico sia da quello internazionale. Si tratta di territori che hanno saputo rafforzare la propria reputazione attraverso strategie di posizionamento coerenti, una rete ricettiva strutturata e investimenti mirati nella valorizzazione del patrimonio immobiliare. Un modello di sviluppo fondato sull’autenticità, sul legame con il territorio e sul coinvolgimento delle comunità locali, aspetti sempre più richiesti dalla domanda turistica internazionale.

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