Le città contemporanee producono una quantità crescente di dati, capaci di offrire nuove opportunità per migliorare la mobilità, l’efficienza energetica e la gestione delle infrastrutture. Ma raccogliere informazioni non basta: la vera sfida consiste nel selezionarle, interpretarle e contestualizzarle, trasformandole in strumenti concreti a supporto delle decisioni.
Come sottolinea Anna Vaccarelli, Presidente di CLUSIT , la qualità delle informazioni dipende anche dalla loro tempestività. Disporre di dati aggiornati e pertinenti permette infatti di comprendere meglio i fenomeni urbani, anticipare le criticità e orientare interventi più efficaci.
Un esempio significativo arriva dal Sensible City Lab del MIT, guidato dal professor Carlo Ratti e dal ricercatore Paolo Santi, che già dal 2016 ha sviluppato attività di monitoraggio attraverso l’installazione di sensori in diverse città. Dall’analisi dei flussi di traffico al miglioramento delle prestazioni energetiche, fino al controllo delle condizioni di edifici e ponti, i dati diventano una risorsa strategica per progettare e gestire città più intelligenti, efficienti e resilienti.
Sicurezza dei dati e inclusione digitale: le nuove responsabilità delle smart city
L’utilizzo crescente dei dati nei processi decisionali apre tuttavia questioni fondamentali legate alla cybersecurity, alla protezione delle informazioni e all’affidabilità degli algoritmi. I dati rappresentano oggi un patrimonio di grande valore economico, anche per i cybercriminali, rendendo indispensabile adottare adeguate misure di sicurezza.
Accanto alla protezione emerge un’altra sfida: garantire che le informazioni utilizzate per orientare le decisioni siano rappresentative e prive, per quanto possibile, di distorsioni o pregiudizi, i cosiddetti bias.
Una città realmente intelligente deve infatti considerare anche le persone e le realtà meno connesse digitalmente, evitando che l’innovazione produca nuove forme di esclusione.
Il futuro delle smart city non dipenderà soltanto dalla quantità di dati disponibili, ma dalla capacità di utilizzarli in modo consapevole, sicuro e inclusivo, mettendo la tecnologia al servizio della qualità della vita e di uno sviluppo urbano più sostenibile.








































































































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