
Un edificio storico rinasce nella Piana degli Ulivi, tra memoria, artigianato e una nuova idea di accoglienza contemporanea
Nel cuore della Puglia, a pochi passi dalla Città Bianca, un edificio che per secoli ha rappresentato un luogo di cura, lavoro e accoglienza torna a vivere sotto una nuova forma. Vista Ostuni apre le sue porte all’interno dell’ex Manifattura Tabacchi, restituendo alla comunità un patrimonio architettonico di grande valore e trasformandolo in un hotel cinque stelle di lusso capace di coniugare heritage, benessere e paesaggio.
Immerso nella Piana degli Ulivi secolari e affacciato sul mare Adriatico, il progetto si inserisce in modo misurato e consapevole nel territorio, riaffermando una visione dell’ospitalità che va oltre il soggiorno e diventa esperienza culturale, sensoriale e umana.
Un luogo che attraversa i secoli
La storia dell’edificio è profondamente intrecciata con quella della città di Ostuni. Fin dal XIV secolo, quest’area ha ospitato strutture religiose e assistenziali: conventi, ospedali, ricoveri, fino alla trasformazione, nel primo Novecento, in una Manifattura Tabacchi illuminata e socialmente avanzata, dove già si parlava di diritti delle donne, servizi per l’infanzia e spazi di aggregazione.
Dopo la chiusura nel 1968, l’edificio è rimasto silenzioso per decenni, fino all’acquisto da parte della famiglia Passera, che ha avviato un lungo e delicato processo di restauro e rifunzionalizzazione. Un intervento che non cancella la memoria, ma la rilegge, riportando alla luce l’anima originaria del luogo: quella dell’accoglienza.


Restauro come atto di cura
Il progetto architettonico, firmato dallo studio RMA – Roberto Murgia Architetto, affronta la riqualificazione con rispetto e discrezione, valorizzando i caratteri storici dell’edificio e lavorando in stretta collaborazione con artigiani locali. Pietra, legno, cotto, ferro e tessuti naturali diventano strumenti di continuità tra passato e presente, mentre le grandi aperture e i soffitti a volta, alcuni alti fino a sette metri, amplificano la relazione con la luce e il paesaggio.
“Restaurarlo è stato un vero atto d’amore” – racconta Bianca Passera, Presidente del gruppo LarioHotels – “Un percorso che ci ha permesso di onorarne l’eredità, collaborando con artigiani italiani per donargli una seconda vita. Il risultato è un luogo iconico riscoperto sotto una nuova veste e al tempo stesso senza tempo”.
Dentro e fuori sembrano dissolversi, in un dialogo continuo tra architettura e natura, tra spazi interni e orizzonti aperti sulla Piana degli Ulivi e sulla Città Bianca.
Abitare il tempo, non solo lo spazio
Vista Ostuni ospita 28 camere e suite, concepite non come semplici luoghi di passaggio, ma come rifugi di qualità, dove il comfort si esprime attraverso proporzioni generose, materiali naturali e una cura sartoriale dei dettagli. I bagni diventano vere e proprie stanze, i cocoon nelle finestre invitano alla contemplazione, le viste si aprono sul mare, sul giardino o sul profilo candido di Ostuni.
Questa attenzione al tempo dell’ospite si riflette anche nella proposta gastronomica, guidata dallo Chef Andrea Berton, che interpreta la cucina pugliese con rispetto e leggerezza, tra il Bianca Bistrot, il ristorante Berton al Vista e il Chiostro Bar, luogo intimo e raccolto, sospeso tra storia e convivialità.


Il paesaggio come esperienza
Elemento centrale del progetto è il paesaggio, disegnato dall’architetto paesaggista Erik Dhont, che firma tre ettari di giardini concepiti come un “giardino traslucido”: mediterraneo, profumato, mai rigidamente definito. Ulivi secolari, carrubi, agrumi, piante aromatiche e macchia mediterranea costruiscono un ambiente da attraversare lentamente, in connessione profonda con il luogo.
Sul rooftop, l’Infinity Pool e l’Infinity Bar sospendono lo sguardo tra cielo e mare, trasformando il tetto in uno spazio simbolico, dove il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza di soggiorno.
Una visione di ospitalità responsabile
Vista Ostuni rafforza l’identità del brand Vista, fondato sull’idea che il lusso possa essere responsabile, radicato e generativo. Il progetto punta alla certificazione LEED, integrando strategie di efficienza energetica, gestione idrica, valorizzazione della biodiversità e mobilità sostenibile.
“Vista Ostuni rappresenta un progetto più ambizioso e significativo” – afferma l’architetto Roberto Murgia – “Crediamo che l’ospitalità di lusso possa svilupparsi anche al di fuori delle destinazioni più note, raccontando luoghi autentici e ancora poco conosciuti, con un’accoglienza di altissimo livello, improntata ai legami con il territorio”.

Un nuovo capitolo dell’abitare mediterraneo
Non solo un hotel, ma un progetto culturale che restituisce valore a un edificio storico e lo reinserisce nel tessuto vivo del territorio. È un luogo in cui memoria, artigianato, paesaggio e comfort contemporaneo convivono senza forzature, dando forma a un’idea di lusso silenziosa, misurata, profondamente mediterranea. In un tempo in cui il turismo rischia spesso di consumare i luoghi, Vista Ostuni sembra suggerire una domanda diversa: può l’ospitalità diventare uno strumento di cura, capace di rigenerare non solo gli edifici, ma anche il rapporto tra persone, territorio e memoria?


