Foreste verticali, città future: legno e prefabbricazione per l’architettura sostenibile

Il legno e la prefabbricazione stanno assumendo un ruolo crescente nell’evoluzione dei processi costruttivi. La possibilità di ridurre i tempi di cantiere, controllare con maggiore precisione le lavorazioni e contenere l’impatto ambientale degli edifici sta portando progettisti, imprese e investitori a riconsiderare modelli di sviluppo consolidati. Restano però alcune questioni aperte, dalla competitività economica alla formazione dei professionisti, fino alla necessità di integrare le competenze dell’intera filiera fin dalle prime fasi del progetto.

A questi temi è stata dedicata “Foreste verticali, città future. Il legno e la prefabbricazione come nuova cultura dell’abitare”, la Masterclass di Architecture Insights ospitata il 1° ottobre 2026 presso Stefano Boeri Architetti, a Milano, con il coinvolgimento di Wolf Haus e Reynaers Aluminium.

L’incontro ha riunito architetti, sviluppatori immobiliari, consulenti ed esperti di sistemi costruttivi per approfondire le opportunità offerte dal legno e dalla prefabbricazione off-site, attraverso esperienze progettuali, casi realizzati e riflessioni sulle prospettive del settore.

A moderare il confronto è stato Simone Marchetti, Senior Researcher di Stefano Boeri Architetti, che ha proposto un percorso di discussione costruito attorno a tre elementi: le esperienze maturate dai diversi operatori, le barriere ancora presenti nel mercato e le possibili soluzioni per superarle.

Il legno nell’architettura contemporanea: l’esperienza di Stefano Boeri Architetti

Ad aprire la Masterclass sono stati Stefano Boeri e Francesca Cesa Bianchi, Partner e Director dello studio, con una riflessione sul rapporto tra architettura, natura e materiali costruttivi.

L’esperienza di Stefano Boeri Architetti nell’integrazione della vegetazione negli edifici ha progressivamente alimentato una ricerca sull’impiego del legno come materiale strutturale, con particolare attenzione alla prefabbricazione e alla possibilità di sviluppare sistemi costruttivi capaci di rispondere alle esigenze dell’edilizia contemporanea.

Tra i progetti presentati, il polo realizzato ad Amatrice dopo il terremoto del 2016 ha mostrato le opportunità offerte dalle strutture in legno negli interventi di ricostruzione, dove rapidità esecutiva e controllo delle lavorazioni assumono un valore determinante.

La stessa ricerca si ritrova nei progetti più recenti dello studio, tra cui un intervento di social housing a Ibiza, sviluppato attraverso un sistema costruttivo che combina elementi in legno, nuclei strutturali in calcestruzzo e integrazione della vegetazione. In questo caso, la prefabbricazione rappresenta una risposta concreta alla necessità di realizzare abitazioni in tempi contenuti, mantenendo l’attenzione sulla qualità architettonica e sulle prestazioni ambientali.

Dagli interventi è emersa anche una delle trasformazioni più significative introdotte dai processi industrializzati: lo spostamento di una parte consistente delle decisioni tecniche alla fase progettuale.

Quando gli elementi vengono prodotti in stabilimento, dettagli, connessioni e integrazione degli impianti devono essere definiti prima dell’avvio del cantiere. Questo richiede un coordinamento più stretto tra progettisti e produttori, ma permette di ridurre le modifiche durante la costruzione e di controllare con maggiore precisione il risultato finale.

Nuovi modelli di sviluppo: il legno incontra il real estate

La prima sessione, dedicata ai nuovi modelli per lo sviluppo sostenibile, ha affrontato il tema delle costruzioni in legno dalla prospettiva degli investimenti immobiliari, della certificazione e della decarbonizzazione.

Claudia Soravia, Head of Investment Division di RYZE S.p.A., ha evidenziato come la diffusione del legno nel mercato istituzionale dipenda dalla capacità di dimostrare la convenienza economica dell’intero processo costruttivo.

Il costo iniziale dei materiali, spesso considerato il principale parametro di confronto con l’edilizia tradizionale, offre una lettura parziale dell’investimento. La riduzione dei tempi di realizzazione, la prevedibilità del cantiere, le esigenze manutentive e le prospettive di valorizzazione dell’immobile possono incidere significativamente sul bilancio complessivo dell’operazione.

Per fondi immobiliari e sviluppatori, la certezza dei tempi assume particolare importanza, soprattutto quando le procedure autorizzative introducono già elementi di incertezza nella pianificazione finanziaria.

Rimane tuttavia la necessità di consolidare una base di dati e casi realizzati, anche per facilitare il dialogo con il settore bancario e assicurativo.

Su questo aspetto si è concentrato l’intervento di Mauro Carlino, responsabile della Certificazione ARCA, che ha approfondito il ruolo dei protocolli indipendenti nella valutazione delle prestazioni degli edifici in legno.

Dalla sicurezza sismica alla resistenza al fuoco, dalla durabilità alla sostenibilità, la certificazione consente di tradurre le caratteristiche tecniche delle costruzioni in parametri verificabili. Un passaggio particolarmente importante per gli edifici multipiano, dove la complessità degli interventi richiede strumenti di controllo adeguati e garanzie riconoscibili dal mercato.

Il confronto si è poi spostato sull’esperienza di Nadia Boschi, Head of Sustainability di Lendlease, che ha illustrato il percorso di ricerca e sperimentazione sviluppato nell’ambito di MIND Milano, il distretto dell’innovazione sorto sull’area di Expo 2015.

In questo contesto, gli obiettivi di decarbonizzazione sono stati tradotti in criteri progettuali e in valutazioni comparative dei materiali, con particolare attenzione alle emissioni incorporate negli edifici.

Tra le esperienze presentate, lo sviluppo di solai prefabbricati in legno inseriti in sistemi strutturali ibridi ha permesso di approfondire il rapporto tra prestazioni ambientali, flessibilità degli spazi e sostenibilità economica.

La sperimentazione ha coinvolto diverse realtà industriali e ha previsto la realizzazione di moduli a scala reale per verificarne le modalità di assemblaggio e le potenzialità applicative.

Il caso MIND ha portato all’attenzione un elemento centrale per l’evoluzione del settore: la necessità di integrare gli obiettivi ambientali nei processi decisionali degli sviluppatori, individuando soluzioni tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili.

Cantiere 4.0: la prefabbricazione cambia il processo costruttivo

La seconda sessione della Masterclass, intitolata “Cantiere 4.0: la sfida dell’off-site”, ha approfondito gli aspetti produttivi e organizzativi attraverso le esperienze di Wolf Haus e Reynaers Aluminium.

Vanni Bottaro, Direttore Commerciale & Marketing di Wolf Haus Italia, ha ripercorso l’evoluzione delle costruzioni prefabbricate in legno nel mercato italiano, evidenziando come il settore abbia progressivamente ampliato il proprio campo di applicazione.

Dalle abitazioni unifamiliari, che hanno contribuito alla diffusione iniziale di questi sistemi, si è passati a edifici residenziali multipiano, strutture ricettive e studentati, con esigenze progettuali e realizzative sempre più articolate.

Tra i casi illustrati, un edificio di sei piani e dodici appartamenti realizzato in sei mesi ha permesso di evidenziare il contributo dell’ingegnerizzazione anticipata alla riduzione dei tempi di costruzione.

Il progetto ha richiesto un’attenta definizione delle soluzioni tecniche, delle forniture e delle sequenze di montaggio, consentendo di rispettare le tempistiche imposte dalle attività turistiche della località.

L’esperienza mostra come i benefici della prefabbricazione dipendano in larga misura dall’organizzazione dell’intero processo. Nei sistemi costruttivi a telaio, ad esempio, le pareti possono essere prodotte con serramenti già installati, predisposizioni impiantistiche e componenti dell’involucro integrati.

Il cantiere viene così organizzato attorno all’assemblaggio di elementi precedentemente ingegnerizzati, con una riduzione delle lavorazioni in opera e una maggiore prevedibilità delle fasi esecutive.

Questa impostazione richiede però una collaborazione anticipata tra progettista e impresa, capace di mettere in relazione le scelte architettoniche con le possibilità produttive, i vincoli tecnici e il budget disponibile.

L’involucro edilizio tra automazione, digitalizzazione e circolarità

Con Tommaso Pieraccini, Country Manager di Reynaers Aluminium Italia, il confronto si è esteso al settore dei serramenti e delle facciate, dove la prefabbricazione rappresenta già una pratica consolidata, soprattutto nell’ambito dei grandi interventi edilizi.

L’intervento ha evidenziato una differenza significativa tra il comparto delle facciate continue, caratterizzato da processi industriali avanzati, e quello dei serramenti destinati all’edilizia residenziale, dove la frammentazione della filiera rende più complessa l’adozione di modelli produttivi standardizzati.

Le tecnologie necessarie sono già disponibili: sistemi di lavorazione automatizzata, software di progettazione, strumenti per il controllo digitale della produzione e soluzioni per la tracciabilità dei componenti.

La questione riguarda soprattutto la capacità delle imprese di integrare queste tecnologie nei propri processi e di sviluppare competenze adeguate per dialogare con progettisti e operatori della costruzione industrializzata.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione delle informazioni associate ai prodotti. La tracciabilità digitale permette di conservare dati relativi alle caratteristiche e alla produzione dei singoli componenti, rendendoli disponibili durante la manutenzione e nelle successive fasi di gestione dell’edificio.

Un approccio che assume valore anche rispetto ai principi di circolarità, perché la possibilità di conoscere materiali e caratteristiche dei componenti facilita la valutazione delle opportunità di sostituzione, recupero e riutilizzo.

La digitalizzazione può inoltre favorire una collaborazione più efficace tra le diverse figure coinvolte nel progetto, attraverso strumenti di simulazione e visualizzazione che consentono di verificare le soluzioni prima della loro realizzazione.

Formazione, certificazione e collaborazione: le prospettive per la filiera

La tavola rotonda conclusiva ha riportato l’attenzione sulle condizioni necessarie affinché il legno e la prefabbricazione possano trovare un’applicazione più diffusa nell’edilizia italiana.

Tra le criticità emerse, la formazione occupa un ruolo centrale. La progettazione per sistemi prefabbricati richiede competenze specifiche, dalla conoscenza dei materiali alla definizione delle connessioni, fino all’utilizzo di strumenti digitali per il coordinamento e la gestione delle informazioni.

Accanto alla preparazione dei professionisti, è stata richiamata la necessità di sviluppare modalità di collaborazione più strutturate tra progettisti, produttori, imprese e committenza.

Anche il sistema normativo e le procedure di affidamento possono contribuire ad accompagnare questa trasformazione, favorendo processi nei quali le competenze industriali vengano coinvolte fin dalle prime fasi di sviluppo.

La prospettiva delineata durante l’incontro riguarda quindi un’evoluzione complessiva della filiera: dalla progettazione alla produzione, dalla costruzione alla gestione dell’immobile, con una maggiore attenzione alla misurabilità delle prestazioni e alla possibilità di replicare le soluzioni su scala più ampia.

La Masterclass “Foreste verticali, città future” ha messo in relazione queste diverse prospettive, evidenziando come l’adozione di sistemi in legno e processi off-site richieda una revisione delle modalità con cui vengono concepiti, finanziati e realizzati gli edifici.

Le esperienze presentate da Stefano Boeri Architetti e dai professionisti coinvolti, insieme ai contributi di Wolf Haus e Reynaers Aluminium, restituiscono un settore nel quale la ricerca progettuale e l’innovazione industriale stanno aprendo possibilità concrete. La loro diffusione dipenderà dalla capacità di costruire processi condivisi, affidabili e competitivi, capaci di rispondere alle esigenze dell’architettura e del mercato immobiliare.

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