
Giorgio Spaziani Testa, alla guida di Confedilizia dal 2015 dopo aver ricoperto il ruolo di segretario generale dal 2001, è un avvocato esperto di diritto tributario. Sarà tra i protagonisti della tavola rotonda “Sociology” del Forum Architecture Insights, in programma il 13 e 14 maggio a Roma.
In vista dell’appuntamento, Spaziani Testa ha condiviso alcune riflessioni sul nuovo Piano Casa, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e destinato a essere tra i temi al centro del confronto nella round table capitolina.
Il Governo ha varato il nuovo Piano Casa per contrastare l’emergenza abitativa, con l’obiettivo di rendere disponibili circa 100 mila alloggi in dieci anni attraverso la riqualificazione del patrimonio pubblico e la promozione dell’edilizia integrata.
Il piano si articola su tre pilastri: il primo prevede un ampio programma di recupero e manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata, con circa 60 mila alloggi da ristrutturare, accompagnato da semplificazioni, dalla nomina di un Commissario straordinario, da iniziative di riscatto per gli assegnatari e dalla realizzazione di nuove abitazioni senza consumo di suolo, destinate alla locazione a lungo termine con possibilità di acquisto. Il secondo pilastro punta a razionalizzare le risorse, convogliandole in un fondo gestito da INVIMIT SGR che accorpa fondi europei e nazionali — oltre 10 miliardi di euro — destinati all’housing sociale e distribuiti su base territoriale. Il terzo pilastro mira infine ad attivare gli investimenti privati attraverso procedure semplificate e accelerate: per i grandi interventi è prevista un’autorizzazione unica, a fronte dell’impegno a destinare almeno il 70% degli alloggi all’edilizia convenzionata, con prezzi ridotti di almeno il 33% rispetto al mercato.
La notizia di questi giorni è l’approvazione del nuovo provvedimento, quale è il vostro giudizio?
Positivo. Il provvedimento va nella giusta direzione. Da un lato era urgente intervenire per recuperare le oltre sessantamila case popolari non assegnate perché bisognose di ristrutturazioni importanti. Dall’altro, è importante l’attivazione di un piano strutturale per realizzare alloggi accessibili da parte di tutti coloro che non hanno redditi sufficienti per affrontare il mercato della compravendita o della locazione. Molto apprezzabile è poi la scelta – che trova posto in un disegno di legge approvato contestualmente al decreto sul piano casa – di restituire fiducia ai proprietari privati attraverso una semplificazione delle procedure di sfratto, fortemente richiesta dalla Confedilizia, così da favorire l’ampliamento dell’offerta di abitazioni in affitto e la conseguente riduzione dei canoni.

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