Edilizia sostenibile: rallenta la domanda di edifici green secondo RICS

Il Sustainability Report 2025 fotografa un mercato in rallentamento: segnali di perdita di slancio nelle Americhe, divergenze tra investitori e occupanti

Il Rapporto sulla Sostenibilità RICS 2025 restituisce una fotografia della transizione sostenibile nel settore dell’immobiliare commerciale e delle costruzioni, basata sulle opinioni di oltre 3.500 professionisti in 36 Paesi. L’indagine evidenzia come l’agenda climatica stia influenzando tendenze, investimenti e pratiche operative, ma anche le persistenti criticità strutturali del settore. RICS sottolinea in particolare la necessità di rafforzare le competenze professionali in ambito di sostenibilità, digitalizzazione e alfabetizzazione finanziaria, nonché il ruolo centrale delle politiche regolatorie e delle partnership pubblico-private per sostenere la transizione e raggiungere obiettivi climatici ambiziosi.

Del nuovo approccio alla sostenibilità parleremo alla seconda edizione del Forum Insight Architecture 2026, i prossimi 13 e 14 maggio a Roma – RICHIEDI DI PARTECIPARE.

Mercato green in frenata: i dati del RICS Sustainable Building Index 2025

Il quadro generale evidenzia un rallentamento della crescita della domanda di edifici green e una persistente difficoltà nell’adozione diffusa di pratiche sostenibili. Sebbene il RICS Sustainable Building Index (SBI) 2025 resti in territorio positivo, emergono chiari segnali di perdita di slancio del mercato. Il calo è particolarmente evidente nelle Americhe, dove la diminuzione dell’interesse di investitori e occupanti sembra riflettere un cambiamento nell’orientamento delle politiche statunitensi. Un rallentamento, seppur più contenuto, si registra anche in altri mercati, con l’eccezione di Medio Oriente e Africa.

“I risultati del report RICS 2025 evidenziano come il settore real estate abbia raggiunto una fase di maggiore maturità nelle attività ESG. Dopo un periodo iniziale caratterizzato da entusiasmo e iniziative talvolta poco concrete, oggi si osserva una selezione più rigorosa delle pratiche realmente efficaci: le attività di sostenibilità sono sempre più integrate in modo strutturale e pragmatico nel business immobiliare. Gli investitori mantengono un approccio concreto: l’86% considera la certificazione green degli edifici un elemento chiave, mentre il 94% degli occupanti dà priorità alla qualità ambientale interna. Questo conferma che la sostenibilità è ormai un criterio fondamentale per la valutazione e la gestione degli investimenti”, conferma Gloria Brocchi, Chair di RICS in Italia e Head of Esg presso Generali Real Estate, “Pur registrando un rallentamento nella crescita della domanda di edifici sostenibili in alcune aree, il trend rimane positivo, soprattutto in Europa (+39) e MEA (+52). Le principali barriere agli investimenti sono ancora i costi iniziali, la mancanza di evidenze sul ritorno economico e una limitata consapevolezza degli investitori, ma il settore sta rispondendo con una crescente attenzione alla misurazione delle emissioni e alla tutela della biodiversità. In sintesi, il settore ha superato la fase delle iniziative di facciata: oggi la sostenibilità è integrata nel business immobiliare in modo pragmatico, con l’obiettivo di generare valore reale e duraturo per investitori, occupanti e comunità.”

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