
Paola Mercogliano è Principal Scientist presso la Fondazione CMCC, dove dirige la Divisione Modelli Regionali e Impatti Geo-Idrologici. La sua attività di ricerca si concentra sullo studio di eventi estremi e rischi geo-idrologici, integrando modellistica climatica e di impatti ad alta risoluzione e dati osservativi. Sviluppando analisi per la caratterizzazione del rischio e la definizione di priorità di adattamento, supportando la pianificazione della resilienza di territori e infrastrutture in dialogo con istituzioni e stakeholder.
Di strategie di adattamento e di messa in sicurezza degli asset si parlerà al Forum Architecture Insights, in programma il 13 e 14 maggio a Roma. In questa intervista, Mercogliano anticipa alcuni dei temi chiave dell’incontro e offre uno sguardo sulle prospettive future della climatologia.
L’adattamento climatico è un aspetto centrale della pianificazione, non solo urbana. Con chi state lavorando?
Da molti anni il mio lavoro si concentra su questi temi. Dirigo la divisione di ricerca “Modelli regionali e impatti geologici”, impegnata nello sviluppo di scenari climatici ad altissima risoluzione: un’attività che mi porta a collaborare stabilmente con numerose pubbliche amministrazioni e non solo, poiché i dati elaborati diventano strumenti operativi per strategie e pianificazione.
Un impegno rilevante riguarda gli enti di governo del territorio. Ho contribuito alla definizione del Piano nazionale italiano di adattamento climatico e ai Piani regionali di Campania e Puglia, quest’ultimo approvato di recente; con il Demanio l’obiettivo è stato la messa in sicurezza del patrimonio pubblico. In parallelo, il mio gruppo di lavoro sta collaborando allo sviluppo di una piattaforma di monitoraggio dedicata alla città di Roma.
Accanto al settore pubblico, sono numerose anche le partnership con soggetti privati, orientate alla tutela degli asset e alla gestione del rischio, in particolare con le compagnie assicurative. Sul piano internazionale, tra le collaborazioni più significative figura il contributo al programma italiano di osservazione della Terra IRIDE, finalizzato a migliorare le previsioni atmosferiche attraverso l’utilizzo integrato dei dati satellitari.
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