
Bacchi e Glapor protagoniste del Padiglione del Bahrain firmato dall’architetto Andrea Faraguna
Il Padiglione del Regno del Bahrain ha conquistato il Leone d’Oro per la Miglior Partecipazione Nazionale alla 19ª Biennale di Architettura di Venezia. L’installazione Heatwave, commissionata dallo Sceicco Khalifa bin Ahmed Al Khalifa e curata dall’architetto Andrea Faraguna, traduce in forma costruita una domanda urgente: come può l’architettura modellare microclimi abitabili senza ricorrere a sistemi energivori?
Un dispositivo climatico che fonde tradizione e innovazione
Il progetto si compone di una piattaforma rialzata, un soffitto sospeso e una colonna centrale che funziona simultaneamente come cornice spaziale e sistema di raffrescamento passivo. L’installazione attinge alle tecniche tradizionali del Golfo Persico per la mitigazione del calore, reinterpretandole attraverso ricerche contemporanee sui materiali. I visitatori possono sperimentare in prima persona come forma, materialità e strategie ambientali passive siano in grado di trasformare le condizioni climatiche di uno spazio.



Il vetro cellulare riciclato come cuore dell’isolamento sostenibile
L’elemento tecnico distintivo del padiglione è il sistema di isolamento del pavimento fornito da Glapor, leader europeo nel settore del vetro cellulare. La soluzione adottata prevede due strati di lastre realizzate al 100% in vetro riciclato, uniti da un tessuto tecnico che ne facilita l’installazione, la rimozione e il riutilizzo futuro. Un materiale che incarna pienamente i principi dell’economia circolare: nasce dal riciclo, è progettato per essere riutilizzato e può essere riciclato a fine vita utile.
Il percorso progettuale ha visto l’architetto Faraguna incontrare prima Bacchi S.p.A., azienda italiana specializzata in sistemi edili ecologici con sede a Boretto, e successivamente Glapor. Da questa convergenza di competenze e visioni è nata una collaborazione che ha contribuito in modo determinante al riconoscimento internazionale.
Le voci dei protagonisti
L’architetto Andrea Faraguna ha sottolineato il valore culturale dell’operazione, evidenziando come le soluzioni climatiche tradizionali della regione del Golfo possano oggi ispirare risposte progettuali universali, di fronte a una crisi climatica senza confini geografici. Walter Frank, CEO di Glapor, ha definito l’esperienza un’occasione preziosa per testare soluzioni innovative in un contesto di altissimo profilo, mentre Claudio Bacchi, Direttore Generale di Bacchi S.p.A., ha parlato di un riconoscimento che conferma il posizionamento dell’azienda come riferimento per chi cerca sostenibilità nelle costruzioni.
Un modello replicabile oltre Venezia
Il padiglione Heatwave è stato dismesso dopo il 23 novembre 2025, ma il suo valore supera i confini dell’Arsenale: dimostra che le risposte più efficaci all’emergenza climatica possono nascere dall’incrocio tra saperi locali e tecnologie circolari, tra memoria costruttiva e innovazione materica.
Se il futuro dell’architettura passa per la capacità di costruire comfort senza consumare risorse, forse dovremmo chiederci: quanto del nostro patrimonio di tecniche vernacolari abbiamo già dimenticato?


