Architettura, durabilità e personalizzazione dell’abitare: il valore del tempo tra progetto, investimento e mercato

Un confronto promosso da Finstral presso Monno Serramenti a Firenze

Il mestiere dell’architetto è totalmente cambiato. Lo studio di cinque persone depositario di una cultura stratificata nei secoli non esiste più: oggi servono gruppi multifunzionali: architetti solo per la parte progettuale, poi l’ingegneria, gli impianti, la sostenibilità. È da questa consapevolezza che è partito il confronto “Il valore del tempo”, tenutosi lo scorso 26 maggio presso Monno Serramenti a Sesto Fiorentino.

L’evento, organizzato da Architecture Insights per Finstral nell’ambito di un ciclo itinerante in tutta Italia, ha messo in dialogo Luca Dondi Dall’Orologio, CEO di Patrigest – Gruppo Gabetti, Fabrizio Rossi Prodi, architetto e CEO di Rossi Prodi Associati, Riccardo Leonelli, Head of New Developments Residential di Savills, e Emanuel Serri, architetto e responsabile area progettisti di Finstral. I saluti di benvenuto sono stati affidati a Teresa Monno, che ha presentato l’azienda — oltre quarant’anni nel settore tra progettazione, installazione e servizio post-vendita — e il suo ruolo di collaboratore del progettista nella selezione del prodotto più adatto a ciascun cantiere.

Il contesto: un mercato che si è strutturalmente impoverito

Luca Dondi Dall’Orologio ha aperto il confronto con un quadro che impone consapevolezza a tutta la filiera: rallentamento economico, incognita inflazione, prospettiva di rialzo dei tassi e un paese che sta perdendo potere d’acquisto in modo strutturale. Il verde è diventato elemento connotante, il contesto urbano pesa quanto l’immobile stesso, e i megatrend all’orizzonte — invecchiamento, accessibilità economica, cambiamento climatico — impongono di guardare oltre il ciclo di realizzazione, che può durare cinque-otto anni.

L’architetto: artista, intellettuale, artigiano e negoziatore

Fabrizio Rossi Prodi ha raccolto la sollecitazione con una riflessione sulla trasformazione della professione. Paolo Portoghesi, poco prima di morire, aveva osservato che l’architetto non è più la stessa figura, ha perso rilevanza nella società. Rossi Prodi non si è sottratto alla diagnosi, ma ha rivendicato un nucleo irriducibile: l’architetto resta artista, intellettuale e artigiano. E il progetto è fondamentalmente un atto di ascolto.

Quanto è disposto a negoziare? Molto — a patto che ci sia rispetto reciproco. La flessibilità va progettata fin dall’inizio: sapere che le piante cambieranno trenta volte significa costruire margini di adattabilità nel progetto stesso. L’abitare è cambiato profondamente: più naturalità, più flessibilità, più condivisione. E il primo valore di un immobile resta la posizione: lavorare sullo spazio pubblico significa dare valore al bene privato.

L’investitore: dall’Excel all’esperienza

Riccardo Leonelli ha portato la prospettiva di chi costruisce business plan: il valore del design è un valore su cui si costruisce il ritorno, e il concept dell’architetto fornisce lo spunto per la narrazione commerciale che determina il successo dell’operazione. Ma il dato più significativo riguarda un cambio di paradigma: non si vende più il valore venale. Si vende l’esperienza e il senso di community.

Il caso di Manifattura Tabacchi a Firenze lo dimostra: 255 unità residenziali in 100.000 mq mixed use, partite con l’80% di acquirenti stranieri — attratti non dalla Firenze storica ma da un modello abitativo in sintonia con la loro concezione dell’abitare — e oggi bilanciate al 50% con il mercato locale. Il team rigorosamente local, il progetto global: un paradosso che funziona.

Sul fronte dei segmenti emergenti, il quadro è netto: il build to rent in Italia conta oggi tre iniziative in commercializzazione in tutto il paese, lo student housing è trainante anche nelle città di seconda fascia, e il senior living sta emergendo con una sorpresa. La domanda, infatti, arriva dal segmento benestante, non da quello a basso reddito. La famiglia italiana, che ha sempre protetto gli anziani, si sta frammentando, e la percezione del mercato si orienta sempre più verso il valore del servizio.

La personalizzazione come valore industriale

Emanuel Serri ha chiuso portando il confronto sul terreno concreto del prodotto. L’aspirazione è arrivare prima nel processo — non alla fine, quando i margini si sono già compressi — per comporre la soluzione insieme al progettista. Finstral parte dalla prestazione — efficienza energetica, acustica, sicurezza — per aprire alla personalizzazione estetica: materiali diversi interno ed esterno, profili, finiture, accessori. Lo showroom di Monno Serramenti, uno dei circa 300 in Italia, è il luogo dove questa composizione avviene fisicamente, progetto alla mano.

Sulla durabilità, prende una posizione netta: il legno è ideale per gli interni, ma sull’esterno i materiali che proteggono l’idea del progetto nel tempo restano alluminio e PVC. L’intervento su 500 infissi del Collegio della Guastalla a Monza lo conferma: la Sovrintendenza ha accettato il PVC a condizione di riprodurre fedelmente l’estetica originale — partizioni, listelli, archi — privilegiando la durabilità in un edificio scolastico ad alto utilizzo.

Il tempo come filo rosso

Il confronto ha fatto emergere un settore dove il tempo agisce su più livelli: è tempo di mercato, è tempo di processo, è tempo di vita dei materiali e del valore che si mantiene o si perde. In tutti, il denominatore è lo stesso: competenze a bordo fin dall’inizio e dialogo costante tra chi progetta, chi investe, chi produce e chi installa.

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