
MD41 e Sinergo firmano il nuovo ampliamento dell’istituto di Pove del Grappa, reinterpretando la memoria agricola del luogo attraverso un linguaggio contemporaneo e misurato
Esistono edifici scolastici nati per assolvere compiti puramente funzionali, e altri che sanno trasformare un intervento di ampliamento in un’opportunità per ridefinire il rapporto con il territorio circostante.
L’ampliamento dell’ISISS A. Parolini a Pove del Grappa, in provincia di Vicenza, appartiene a questa seconda categoria. Realizzato grazie ai fondi del PNRR e firmato dalla collaborazione tra MD41 e Sinergo, il progetto va oltre la semplice addizione volumetrica. Si configura come un vero e proprio strumento pedagogico progettato per far interagire la didattica con il paesaggio e la comunità locale.
Il contesto è già un racconto. Da un lato il fiume Brenta, dall’altro la sede storica dell’istituto, con Villa Gheltoff-Rubbi e le sue barchesse; sullo sfondo, la presenza imponente del Massiccio del Grappa. In questo scenario, l’architettura non poteva limitarsi a occupare un lotto. Doveva misurarsi con una memoria agricola, con un paesaggio aperto e con una scuola che da sempre costruisce il proprio valore nel rapporto tra sapere, produzione e territorio.
Una nuova ala per una scuola radicata nel paesaggio
L’intervento introduce 22 nuove aule didattiche, un laboratorio, un’aula magna e un punto vendita dedicato ai prodotti coltivati e lavorati dagli studenti. Una dotazione che amplia l’offerta formativa, ma soprattutto rafforza il legame tra apprendimento e pratica, tra spazio scolastico e filiera agricola.
Il progetto non interpreta la scuola come un edificio chiuso, separato dal contesto. Al contrario, costruisce una sequenza di relazioni visive e funzionali: verso i monti, verso il fiume, verso il complesso storico esistente. L’ampliamento diventa così una soglia tra interno ed esterno, tra formazione e paesaggio, tra vita quotidiana degli studenti e identità del territorio.
La scelta di articolare l’edificio in due corpi distinti riduce l’impatto del nuovo inserimento e consente di calibrare le funzioni. Il volume più basso accoglie l’aula magna e la rivendita dei prodotti agricoli, assumendo una vocazione più pubblica e aperta alla collettività. Il corpo più alto ospita invece le aule, organizzate attorno a un corridoio centrale e a due scale scenografiche che definiscono un vuoto a doppia altezza.



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