
Un progetto che rilegge il legame tra stadio, città e comunità, firmato da Sportium
Un racconto che parte dal quartiere
Ogni città ha luoghi che funzionano come specchi della sua identità. Il Ceravolo è uno di questi: non solo uno stadio, ma un frammento vivo della storia di Catanzaro, un luogo dove spazio e memoria si sono intrecciati per oltre un secolo. Ripensarlo significa intervenire su un organismo urbano complesso, in cui emozioni, riti collettivi e architettura convivono da generazioni. Con questo spirito nasce il progetto firmato da Sportium del Gruppo Progetto CMR International: un percorso di trasformazione che reinterpreta l’impianto come un nodo attivo della città, capace di rafforzare relazioni e amplificare appartenenza.

Un progetto che nasce dalle storie del luogo
La rigenerazione del Ceravolo prende forma ascoltando la sua lunga esistenza, i suoi contrasti, i suoi simboli. Sportium ha elaborato un progetto che non propone una semplice sostituzione di volumi o funzioni, ma una narrazione architettonica che parte dal quartiere e dialoga con la sua gente.
“Gli stadi di calcio sono le ‘cattedrali laiche’ di questo millennio: qui si esprimono passione, emozioni, gioia e delusioni. Per il Ceravolo è stato naturale farsi ispirare dalla sua longevità e dalle persone che lo hanno reso un simbolo della città. Abbiamo pensato a come rendere ancora più coinvolgente l’esperienza allo stadio, trasformando la curva in una gradinata all’inglese: uno spazio dove vivere le emozioni del campo avendo la sensazione di toccarle” – Giovanni Giacobone, Managing Partner Sportium.
L’obiettivo non è soltanto migliorare la funzionalità dell’impianto, ma restituire alla città uno spazio che rifletta la sua identità contemporanea, rafforzando allo stesso tempo il carattere emotivo e simbolico che da sempre contraddistingue il Ceravolo.

La nuova Curva Ovest: dove il tifo incontra la forma urbana
Il primo gesto progettuale riguarda la Curva Ovest, da sempre epicentro del tifo. Qui la trasformazione è totale: la curva viene ricostruita come un volume compatto, una gradinata unitaria avvicinata al campo fino a soli 10 metri. Non più due settori separati, ma un’unica onda di sguardi, voce ed energia.
L’effetto non è soltanto acustico o visivo: è urbano. La curva diventa una presenza riconoscibile, una massa architettonica che dialoga con la città e ne restituisce la forza emotiva. Sotto la struttura, servizi rinnovati e spazi per la comunità ampliano la fruibilità del luogo.
La combinazione tra basamento solido e membrana tessile superiore crea un linguaggio architettonico contemporaneo, capace di reinterpretare il vissuto del quartiere senza cancellarlo.
La Tribuna Nord: luce, leggerezza e nuovi orizzonti
Il secondo intervento si concentra sulla copertura della Tribuna Nord, ripensata come un elemento di continuità visiva e percettiva. La nuova struttura, priva di pilastri interni, libera lo sguardo degli spettatori e ridisegna la silhouette dello stadio.
La carpenteria metallica, sottile e leggibile, introduce un nuovo profilo urbano che guarda al futuro senza rompere con la storia del luogo. L’integrazione del fotovoltaico sull’estradosso e il recupero dell’impianto illuminotecnico rappresentano un equilibrio tra sostenibilità e pragmatismo, trasformando la copertura in un motore energetico oltre che in un gesto architettonico. L’infrastruttura si prepara anche a possibili sviluppi futuri, come l’inserimento degli skybox: un segno di apertura verso nuove modalità di vivere lo stadio, più flessibili e integrate.

Lo stadio come motore di relazioni urbane
Nella visione di Sportium, il Ceravolo non è un oggetto isolato ma un attivatore di dinamiche sociali. La riqualificazione dialoga con il quartiere e con l’idea di città come organismo vivo: un sistema di connessioni, abitudini e ritmi che si rigenera attraverso architetture capaci di ascoltare e restituire.
“Abbiamo immaginato un rinnovamento complessivo per restituire alla città una struttura all’avanguardia e accogliente. Il nostro obiettivo è generare valore per il quartiere e per la comunità, nel segno dello sport come vettore positivo di aggregazione sociale” – Massimo Roj, Presidente di Sportium.
Il progetto per il Ceravolo diventa così un racconto di relazioni: tra spazio e persone, tra memoria e innovazione, tra visione e quotidianità.

L’architettura diventa narrazione: dove la città si specchia
Gli stadi non sono mai solo edifici: sono geografie emotive attraverso cui la città impara a riconoscersi. La metamorfosi del Ceravolo si colloca esattamente in questo spazio intermedio, dove l’architettura diventa narrazione e le trasformazioni urbane generano nuovi modi di stare insieme.Il nuovo stadio si immagina come una piazza contemporanea, un luogo in cui la comunità si ritrova non solo nei giorni delle partite, ma anche nei momenti in cui la città cerca nuovi simboli e nuove centralità. Le sue forme, le sue luci, i suoi materiali sono capitoli di una storia che continua a scriversi nel tessuto quotidiano.
E così la domanda che emerge è più di un interrogativo: è un invito a guardare lontano.
Come cambierà la città quando lo stadio smetterà di essere un confine e diventerà, invece, un cuore pulsante della vita urbana?





