
Housing contemporaneo e senso di appartenenza nella periferia urbana
Come si può abitare la periferia senza rassegnarsi alla serialità, all’anonimato, alla perdita di identità che hanno segnato tanta edilizia residenziale del secondo Novecento? È da questa domanda, profondamente sociale prima ancora che formale, che prende avvio il progetto Monti della Breccia di Studio Transit, complesso residenziale di circa 700 alloggi e 43.700 mq nell’estremità nord di Roma, in prossimità del Grande Raccordo Anulare.
Il progetto si inserisce in una riflessione più ampia sull’abitare contemporaneo: lin un contesto urbano marginale, spesso iperdenso e privo di qualità spaziale, l’architettura diventa strumento per rimettere al centro l’individuo e ricostruire un legame tra persone e luogo.
Periferia romana e memoria storica: la lezione di Garbatella
Per trovare un’alternativa alla logica della ripetizione anonima, Studio Transit ha guardato alla storia della casa popolare romana degli anni Venti, in particolare all’esperienza di Garbatella e al lavoro di Innocenzo Sabbatini. In quei progetti, eterogeneità tipologica, carattere delle facciate e ricchezza cromatica costruivano quartieri riconoscibili, capaci di generare identità.
Monti della Breccia reinterpreta quella lezione in chiave contemporanea: eterogeneità, colore e carattere diventano strumenti per contrastare la monotonia della periferia. L’architettura non si limita a fornire alloggi, ma costruisce un ambiente abitativo che stimola un senso di appartenenza, restituendo dignità e riconoscibilità a un contesto storicamente anonimo.


Continua la lettura gratuita dell’articolo
Questo contenuto è gratuito!
L’iscrizione serve a entrare nella community di Architecture Insights e ricevere aggiornamenti periodoci.


