
Hospitality design: esperienza emotiva e spazi ibridi
C’è una nuova geografia dell’ospitalità che non si misura più solo in stelle, ma nella capacità degli spazi di generare relazione, appartenenza e memoria. In questa traiettoria si inserisce il progetto di interior design di Le Méridien Casablanca, intervento firmato da Studio Marco Piva che interpreta l’hotel contemporaneo come dispositivo sociale prima ancora che infrastruttura ricettiva.
Nel cuore del business district di Ain Sebaa, l’edificio di 12.650 mq accoglie 145 camere, spazi eventi, ristorazione e aree wellness. Ma è nella regia degli interni che il progetto rivela la propria natura: non una somma di ambienti funzionali, bensì un sistema di atmosfere capace di rispondere ai bisogni emotivi di un pubblico globale, mantenendo un radicamento profondo nel contesto culturale marocchino.
Interior design e identità locale: materiali, luce, memoria
Il concept si sviluppa su un equilibrio calibrato tra linguaggio internazionale del brand Le Méridien e riferimenti al luogo. Colori caldi, texture sabbiose, motivi decorativi reinterpretati e superfici materiche costruiscono un racconto sensoriale coerente. Legno, tessuti morbidi, finiture tattili diventano elementi narrativi che evocano comfort e autenticità, evitando ogni deriva folkloristica.
La luce gioca un ruolo strutturante: filtra, riflette, disegna profondità. Nei giochi di ombre e nelle superfici traforate si riconosce l’eco delle mashrabiya tradizionali, tradotte in chiave contemporanea come filtri visivi e dispositivi atmosferici. L’interior design diventa così strumento di mediazione tra cultura locale e visione cosmopolita.

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