
Su Via Milano, storico asse industriale della città, ARW immagina un nuovo complesso direzionale e produttivo: un edificio compatto che restituisce spazio al verde e ridefinisce il rapporto tra impresa e territorio
Il mercato europeo dei data center vale oggi circa 40 miliardi di euro e punta a raddoppiare entro il 2030. Una crescita che non riguarda solo la capacità computazionale, ma interroga direttamente l’architettura e l’urbanistica: come progettare la prossima generazione di infrastrutture digitali, capaci di integrarsi nelle città e nei paesaggi europei senza ridursi a scatole opache e impermeabili?
A Brescia, ARW Associates risponde a questa domanda con la proposta progettuale del Corporate Data Hub, un’ infrastruttura digitale per Via Milano. Non si tratta di un semplice contenitore tecnologico, ma di un organismo architettonico che ribalta la logica dell’edificio aziendale chiuso su sé stesso, trasformandolo in dispositivo di relazione tra impresa, città e paesaggio.
Il parco come matrice generativa
Lo slittamento dell’impronta edilizia libera un’ampia area verde che si configura un sistema verde continuo: una pausa verde nel tessuto costruito che introduce natura, luce e qualità ambientale nel tessuto industriale. Il verde penetra tra i volumi, li avvolge, sale lungo i piani e scandisce pieni e vuoti, luce e ombra, generando spazi che favoriscono incontro, pausa e visione.
In un contesto urbano frammentato, dove gli edifici sembrano spesso incapaci di dialogare, il Corporate Data Hub si propone come elemento di connessione paesaggistica: un’architettura che non si limita a occupare suolo, ma lo restituisce, trasformando la pressione edilizia in opportunità di riequilibrio territoriale.


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