Lusso, sempre più esperienza anche per il retail

Sommario

Lo scorso mese di novembre, L’Osservatorio Altagamma 2025 ha presentato i dati del mercato globale rilevando un cambio nelle preferenze di acquisto dei consumatori – che continuano a privilegiare le esperienze rispetto ai prodotti – e una contrazione del contract di lusso. Mentre l’asset immobiliare del retail, come confermano gli ultimi outlook di settore, torna ad essere di interesse per gli investitori.

Altagamma 2025: esperienze, polarizzazione e nuovi confini del lusso

L’esito degli studi Altagamma Consensus 2026 è stato presentato dalla Direttrice Generale Stefania Lazzaroni, e realizzato con il supporto di diciannove analisti finanziari italiani e internazionali. Mentre gli highlights di Altagamma-Bain Worldwide Luxury Market Monitor 2025 sono stati illustrati da Claudia D’Arpizio e Federica Levato, Senior Partner di Bain & Company.

L’evoluzione è chiara: i consumatori continuano a privilegiare le esperienze rispetto ai prodotti con una sempre maggiore attenzione tra prezzo e valore. 

Il mercato sta registrando una forte polarizzazione, tra l’altissimo di gamma e un lusso più accessibile. Lo si vede nel design, con l’arrivo di alcuni player internazionali, e nell’abbigliamento, dove grandi brand con un nuovo posizionamento stanno registrando delle crescite importanti. 

Non meno significativa la multiculturalità: le diverse provenienze dei marchi, la loro creatività, sono portatori di valori nuovi e diversi. 

Durante la presentazione Claudia D’Arpizio e Federica Levato, Senior Partner di Bain & Company, hanno ricordato che “I brand stanno ridefinendo i propri confini, ampliandosi verso territori adiacenti – dal food al wellness – e sono chiamati a ristabilire un legame autentico con i consumatori aspirazionali, preservando coerenza e significato. (…) Questo è un momento di verità: il lusso è a un bivio tra esclusività e inclusività, tra profitto e scopo. Solo chi saprà coniugare creatività e coscienza trasformerà la transizione in longevità.”

La direzione sembra quella che detta un limite alla crescita eccessiva, di breve periodo, per guardare a lungo termine alimentando modelli sostenibili e in linea con i bisogni dei consumatori. Quello che il termine “democratizzazione” indica è un nuovo modo di intendere l’alto di gamma per un pubblico ampio, dove la bellezza, il ben fatto e il racconto veritiero consentano ai prodotti di raggiungere un pubblico vasto, sempre più attento al rapporto tra costo e valore.

I numeri: crescita del 5% prevista per il 2026

IndicatoreDato chiave
Crescita prevista 2026+5% (stima di lungo periodo: +4% / +6%)
Valore mercato globale1.440 miliardi € di ricavi (stabilità vs 2024)
Segmenti trainantiEsperienze: viaggi, hotellerie, food
Gioielli+4% / +6%
Occhiali+2% / +4%
Pelletteria e calzature−7% / −5%
AutomotiveCalo dei volumi; migliori performance nel segmento sportivo high-end
NauticaCrescita significativa
Design d’arredoStabilizzazione del mercato
Wine & SpiritsIn flessione; tengono bollicine premium e rossi italiani

Per il 2026 l’Altagamma Consensus stima una crescita per il comparto di circa il 5%, in linea con la previsione più a lungo termine, del +4/6%. 

Il lusso mondiale chiuderà l’anno in corso a 1.440 miliardi di euro di ricavi, in sostanziale stabilità rispetto al 2024. Merito dei segmenti esperienziali (viaggi, hotel, food) di questo settore così complesso e globale.

Divergenti le performance di categoria, che risentono della polarizzazione tra segmenti più alti e fasce di prezzo più accessibili: nel lusso personale, bene gioielli (+4/6%) e occhiali (+2/4%), calano pelletteria e calzature (-7/-5%). Calo di volumi per le auto in tutte le fasce di prezzo, con migliori performance per quelle sportive di fascia più alta; cresce in modo importante la nautica mentre il design d’arredo si stabilizza; soffrono vini e spirits di alta gamma, con l’eccezione di bollicine premium e rossi italiani.

Contract del lusso in decrescita, investimenti immobiliari in ripresa

Il contract dei negozi del lusso è in decrescita; questo quanto indicato dalle analisi di Altagamma Consensus che rileva una contrazione del retail. Una razionalizzazione dei punti vendita, l’apertura di flagship store con preferenza per i luoghi che assicurino la dimensione esperienziale, nuovi concept che lavorano sulle dimensioni fisica e digitale al contempo.

Per contro, gli outlook del settore immobiliare indicano che l’asset commerciale mantiene nel mercato italiano una posizione privilegiata.

Dalla fiera Mapic – la più importante kermesse europea dedicata al mondo del retail, tenutasi lo scorso mese di novembre – emergeva la conferma di una ripresa strutturale del settore nel quale l’Italia – assieme a UK, Francia, Spagna e, in parte, Germania – è tornata al centro degli interessi degli investitori. 

Il mercato sente forte l’esigenza di ristrutturare e rilanciare, in chiave ESG e digitalizzando processi ed esperienze, molti asset, anche quello del retail.

Milano, Roma, Firenze e Venezia guidano la crescita del retail

Conferma di ripresa che arriva da Cushman & Wakefield, nel focus pubblicato in questi giorni e dedicato all’outlook 2026 del mercato immobiliare italiano, elaborato a partire dal report europeo. I retailer espandono la rete fisica integrando High Street e centri commerciali, con format esperienziali e phygital. Milano, Roma, Firenze e Venezia guidano la crescita grazie al turismo e all’interesse dei brand internazionali per flagship store in location di particolare valore. High Street del lusso e Retail Park metropolitani restano tra i prodotti più attrattivi per gli investitori. I canoni prime in Italia hanno registrato una delle crescite più elevate in Europa e nel 2026 si prevede ulteriore consolidamento di domanda elevata con una offerta di qualità limitata.

Di Hi-Street si parla anche nell’outlook di Savills, pubblicato alla fine del mese di ottobre. ll mercato italiano conferma la propria attrattività, testimoniata da un ritmo sostenuto di aperture di nuovi negozi, dall’ingresso di nuovi brand che mirano ad espandere la propria presenza nel mercato italiano e dallo sviluppo di concept innovativi. Questa espansione, supportata da un costante aumento della spesa dei turisti internazionali, si estende oltre le grandi città di Milano, Roma, Firenze e Venezia, raggiungendo anche località costiere, di lago e di montagna. Milano rimane una delle destinazioni più ambite, soprattutto dai marchi del lusso e Roma mantiene la sua posizione, sostenuta da flussi turistici in costante crescita.

Retailer in espansione: 60% prevede oltre 10 nuove aperture

E il trend di crescita, dalle dichiarazioni delle insegne, non dovrebbe attenuarsi. Francesco Pupillo, managing director di Mapic, che ha condotto uno studio sui retailer conferma che il 60% prevede di aprire più di 10 negozi nei prossimi due anni e oltre un quinto punta all’apertura di almeno 50 negozi. In termini di spazi ideali, la maggioranza degli intervistati indica i centri commerciali (37%) e le vie dello shopping (22%) come location preferite per nuove aperture.

Non meno importante il segmento out-of-town, che – in realtà – rappresenta l’80% dei volumi retail, e che grazie a importanti operazioni su centri commerciali e factory outlet, conferma l’interesse degli investitori per asset di qualità.

Testo a cura di: Donatella Bollani

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