
Comincia da Bologna il percorso di Masterclass 2026. Rizoma Architettura Host di questo primo appuntamento, realizzato con il supporto di Essepi
Student housing, co-living, co-working: categorie che fino a pochi anni fa appartenevano a mondi separati e che oggi convergono in un unico ecosistema capace di rispondere a esigenze abitative, produttive e relazionali in continua evoluzione. È stato questo il cuore della Masterclass “Abitare, studiare, lavorare”, tenutasi lo scorso 17 febbraio presso la sede bolognese di Rizoma Architetture.
L’evento, organizzato nell’ambito del format Masterclass by Architecture Insights con Essepi come azienda partner, ha visto la partecipazione di Giulia Sanna, Deputy Head of Research & Data Intelligence di Patrigest, Vittoria San Pietro, Responsabile Innovazione e Startup di Emilbanca, Giuseppe Mayer, CEO di Talent Garden, e Andrea Cendron, Senior Project Manager di Currie & Brown. A fare da host e tessere il filo conduttore della serata, Giovanni Franceschelli, CEO di Rizoma Architetture, che ha guidato il dialogo con la competenza di chi questi temi li vive quotidianamente nella pratica progettuale. Ad aprire l’incontro, i saluti di Marco Pompili, Direttore Generale di Essepi, che ha introdotto l’azienda trentina – tra i principali produttori italiani di pannelli strutturali in X-Lam e serramenti in legno e alluminio – e anticipato i temi legati alla filiera delle costruzioni in legno.
Dati, accessibilità e investimenti: il quadro di Patrigest ed Emilbanca
Giulia Sanna ha aperto il confronto con i macro-trend che ridisegnano la domanda abitativa italiana: invecchiamento demografico, crescita delle università telematiche, accentramento dei fuorisede nelle grandi città dopo il Covid. Lo student housing si conferma l’asset class preferita dagli investitori nel segmento living, con un peso stabile sopra il 60%. Tuttavia, con livelli di prezzo elevati, il mercato rischia di rispondere solo a una domanda selettiva. Sanna ha indicato nell’accessibilità la sfida centrale dei prossimi anni.
Vittoria San Pietro ha rafforzato questo tema portando l’esperienza di MAG, l’hub di innovazione di Emilbanca: 1.750 mq rigenerati in via Emilia Levante con una politica di prezzo accessibile che privilegia il mix di comunità rispetto alla massimizzazione dei canoni. La sua provocazione è stata netta: le città devono attrarre lavoro qualificato e consentire a chi vi è nato di esprimere i propri talenti, senza costruire economie basate su settori a bassa retribuzione.


Contaminazione e mercato: Talent Garden e Currie & Brown
Giuseppe Mayer ha raccontato il modello Talent Garden, dove il valore non risiede negli spazi fisici ma nella capacità di generare interazioni tra realtà diverse: aziende consolidate, start-up e freelance che si contaminano quotidianamente nei campus di Milano, Roma e Torino. La sfida futura è capire come l’intelligenza artificiale potrà amplificare questa dinamica.
Andrea Cendron ha confermato la crescita del settore con dati puntuali: entro il 2026 lo student housing salirà al terzo posto tra le asset class immobiliari. Il mercato si orienta verso un modello vicino all’hospitality, con standard di servizio elevati e un room mix diversificato che include short, mid e long stay per studenti, young professional e ospiti temporanei.
La visione di Rizoma e il ruolo della filiera produttiva
Giovanni Franceschelli ha intrecciato i contributi degli ospiti con l’esperienza diretta dello studio, mostrando progetti che incarnano il principio del Mix & Match alla base della filosofia di Rizoma Architetture. Dai progetti per The Social Hub a Bologna e Roma – quest’ultimo realizzato in un’area complicatissima di Ferrovie dello Stato, trasformata in un autentico place to stay – fino agli interventi per Campus X con il suo room mix diversificato tra camere singole, doppie e co-living per più persone, lo studio dimostra da un decennio come la contaminazione funzionale sia una pratica progettuale concreta e non più un’utopia. La provocazione lanciata alla platea è stata diretta: chi sarà il primo a riunire co-working, hotel, studentati e silver housing nello stesso edificio, aperto alla città? La chiave, secondo Franceschelli, risiede proprio nell’apertura al contesto urbano: non esistono più hotel che chiudono i battenti né studentati esclusivamente per studenti, ma strutture permeabili dove lavorare, studiare e costruire comunità.
Marco Pompili di Essepi ha chiuso la serata portando il confronto dall’altra parte della filiera, quella del cantiere e dei materiali. L’azienda trentina, con quasi 50 anni di storia e tra i principali produttori italiani di pannelli strutturali in X-Lam, ha illustrato come le costruzioni in legno rispondano in modo puntuale ai requisiti dell’ospitalità ibrida: grande velocità di costruzione grazie alla prefabbricazione off-site, precisione millimetrica che consente di progettare gli interni sulla carta senza attendere la realizzazione della struttura, alte prestazioni energetiche native e assenza di ponti termici. Una tecnologia co-sviluppata tra Italia e Austria, di cui il Trentino-Alto Adige è epicentro produttivo, che garantisce tempi e costi certi, flessibilità degli ambienti e bassi costi di gestione – tutti fattori decisivi per investitori che operano a reddito su orizzonti temporali medio-lunghi.
Verso un nuovo modello di città
La Masterclass ha fatto emergere come il futuro dell’abitare passi attraverso la convergenza di competenze diverse. Accessibilità, contaminazione funzionale e apertura alla città sono i tre pilastri su cui costruire strutture capaci di generare valore condiviso. Un dato emerso dal dibattito lo conferma: tra tutte le amenities, è il verde l’unico elemento che raccoglie consenso unanime nella popolazione italiana, invitando a ripensare il rapporto tra edificio e natura come fattore identitario e di benessere.



Dialogo, cultura e networking
L’evento, ideato, organizzato e coordinato da UsUp – agenzia di marketing e comunicazione con esperienza ventennale nel settore dell’architettura – si è conclusa con una tavola rotonda e un aperitivo di networking offerto da Ariola Vini, che hanno favorito il confronto diretto tra partecipanti.
Rivivi i momenti più significativi della Masterclass in questo video!
Il format Masterclass è un viaggio itinerante che porta il dialogo sull’innovazione urbana nel cuore degli studi di architettura italiani, trasformandoli in veri laboratori di ricerca, cultura e relazione.


